Maturità 2019 – Cambia l’esame di stato

maturita19Con la  Circolare n. 3050 del 4 ottobre 2018 il ministro Marco Bussetti ha dettato le nuove linee per l’esame di stato conclusivo del secondo ciclo.
A giugno 2019 cambia la maturità. È una circolare con le prime indicazioni operative. “Ci saranno poi momenti di formazione”, ha assicurato il ministro, “per gli insegnanti e le commissioni e, attraverso i canali di comunicazione del Ministero, sito e social, ci rivolgeremo anche a studenti e famiglie”.
Infatti la circolare prevede lo svolgimento, a partire dal mese di novembre, subito dopo la pubblicazione dei quadri di riferimento e delle griglie di valutazione, di:

– incontri territoriali di informazione/formazione rivolti ai dirigenti scolastici e ai loro collaboratori, accompagnati dalla distribuzione di materiale di supporto, anche in forma multimediale;
– percorsi formativi di supporto/accompagnamento rivolti ai docenti;
– specifiche attività di formazione per i presidenti di commissione d’esame.

I requisiti di accesso all’Esame
La partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova nazionale INVALSI, e lo svolgimento delle ore di Alternanza Scuola-Lavoro, non saranno requisito di accesso (per ora per questo anno scolastico) come già stabilito nel decreto cosiddetto Milleproroghe, recentemente approvato in Parlamento.
Per poter essere ammessi alle prove è necessario:
– aver frequentato il 75% del monte ore previsto;
– avere il 6 in ciascuna disciplina;
– avere la sufficienza nel comportamento.
Il Consiglio di classe potrà deliberare l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto, ma dovrà motivare la propria scelta.

Prove di esame
Le prove scritte passano da tre a due. La prima prova scritta, italiano, che si terrà mercoledì 19 giugno 2019, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche delle studentesse e degli studenti. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.
Le tre tipologie di prova (invece delle quattro attuali) saranno:
– Tipologia A (due tracce) – analisi del testo. Per l’analisi del testo la novità principale riguarda il numero di tracce proposte: gli autori saranno due, anziché uno come accadeva fino ad ora. Questo per coprire ambiti cronologici, generi e forme testuali diversi. Potranno essere proposti testi letterari dall’Unità d’Italia a oggi;
– Tipologia B (tre tracce) – analisi e produzione di un testo argomentativo. L’analisi e produzione di un testo argomentativo proporrà ai maturandi un singolo testo compiuto o un estratto da un testo più ampio, chiedendone l’interpretazione  seguita da una riflessione dello studente;
– Tipologia C (due tracce) – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.  Il ‘vero e proprio’ tema, che proporrà problematiche vicine all’orizzonte delle esperienze degli studenti e potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca ulteriori spunti di riflessione.
La seconda prova scritta, che si terrà il 20 giugno, riguarderà una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio. Per il classico potrebbero essere latino e greco, mentre per lo scientifico matematica e fisica.

Valutazione delle prove
Dalle prime indicazioni della circolare per la correzione della prova di italiano e della seconda prova saranno previste, secondo la nuova normativa, griglie nazionali di valutazione che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa.

Punteggio finale
Il punteggio finale sarà ancora in centesimi. Si darà più peso al percorso di studi (fino a 40 punti su 100 invece degli attuali 25) riservato ai docenti della scuola e alla commissione rimangono fino a 60 punti: fino ad un massimo di 20 punti per ciascuna delle due prove scritte, come pure per il colloquio. Il punteggio minimo per superare l’esame resta fissato in 60 punti. La Commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti.

Termini
Al primo scrutinio intermedio il consiglio di classe dovrà rapportare il credito scolastico già maturato alla nuova classificazione.
A gennaio il MIUR comunicherà le materie della seconda prova.
A febbraio, con largo anticipo rispetto al passato, il MIUR emanerà l’ordinanza relativa agli esami di Stato.

Valutazione finale
Il voto finale continuerà ad essere espresso in centesimi. Ma da quest’anno si darà più peso al percorso di studi: il credito maturato nell’ultimo triennio varrà fino a 40 punti su 100, invece degli attuali 25..

Allegati
La circolare contiene due importanti allegati operativi:
– Il Documento di lavoro elaborato da una commissione di esperti guidata dal linguista Luca Serianni per la preparazione delle tracce della prima prova scritta, italiano;
– Le Indicazioni per l’elaborazione delle griglie di correzione delle due prove scritte.
Le indicazioni per la prima prova, in particolare, sono pensate per chi dovrà costruire le tracce nazionali, ma anche per il lavoro che dovranno svolgere in classe i docenti alla luce di alcune novità che vengono introdotte da quest’anno.

Slide Maturità2019 – Il nuovo esame in pillole

Ricorso ANINSEI vs Roma Capitale in tema di TARI

Roma, 3 agosto 2018

Il 1 agosto il TAR Lazio si è pronunciato sul ricorso numero di registro generale 7920 del 2018 proposto da ANINSEI contro Roma Capitale e Ama S.p.A. con l’ordinanza n. 08759/2018, pubblicata il 3 agosto 2018.

Da circa 20 anni, e cioè dalla legge di parità, le scuole paritarie sono discriminate, in tema di tasse sui rifiuti, rispetto alle scuole statali.

Infatti mentre nelle scuole statali la tassa viene calcolata sulla base degli alunni iscritti nelle scuole paritarie la tassa viene calcolata in base ai metri quadri. Nella totalità dei comuni, che hanno competenza in merito, vige questo differente regime. In alcuni comuni sono state emanate norme che tentano di mitigare tale palese ingiustizia inserendo agevolazioni.

In questo periodo in cui le scuole paritarie hanno visto diminuire la popolazione scolastica la tassa sui rifiuti (TA.RI.) sta incidendo in misura maggiore.

Il Comitato Regionale Lazio è intervenuto a più riprese impugnando presso il TAR Lazio le delibere che man mano l’amministrazione comunale di Roma andava assumendo. Qualche risultato in termini economici era stato ottenuto, ma sempre e solo con l’introduzione di agevolazioni. La palese discriminazione non si era riusciti a scalfirla.

Recentemente nel mese di marzo l’Assemblea di Roma Capitale con Deliberazione n. 33 del 30 marzo 2018 avente ad oggetto “Modifiche al Regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti (TA.RI.) di cui alla Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 12 del 20 marzo 2015 e ripubblicazione integrale dello stesso”, pubblicata sull’albo pretorio di Roma Capitale dal 21.04.2018 al 25.04.2018 ha modificato il precedente testo dell’art. 17 del Regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti, ed ha soppresso le agevolazioni già previste per le scuole non statali di ogni ordine e grado nonché per gli asili privati o convenzionati con Roma Capitale.

Il presidente del Comitato Regionale ANINSEI del Lazio dott. Goffredo Sepiacci, forte del sostegno dato a questa sua azione dal Comitato Direttivo dell’associazione ha riproposto nuovamente ricorso tramite la prof.ssa Andreina Scognamiglio, che nel ricorso ha sottolineato la discriminazione tra scuole statali e scuole paritarie nonostante anche queste ultime facciano parte del sistema nazionale dell’istruzione come sancito dalla legge n. 62/2000.

Nella Camera di Consiglio del 1 agosto u.s., chiamato a pronunciarsi sulla richiesta incidentale di sospensiva,  il TAR ha emesso una ordinanza che potrebbe portare ad una revisione nel senso da noi auspicato.

In vero, ai fini del decidere anche in ordine alla domanda cautelare, il Collegio, alla luce della scelta operata dall’Amministrazione e contestata dall’ANINSEI di eliminare l’agevolazione tariffaria previgente relativa alla tassa sui rifiuti per le scuole non statali, ha ritenuto necessario acquisire documentati chiarimenti e apposite relazioni dall’amministrazione comunale e dall’ Ama S.p.A. in ordine alle motivazioni che hanno condotto, per le scuole non statali, a discostarsi dal criterio della “proporzione rispetto alla consistenza della popolazione scolastica”, previsto per le scuole statali in base agli accordi assunti conclusi in sede di Conferenza Unificata Stato, Città e Autonomia locali del 2001, senza tuttavia prevedere criteri di mitigazione del mero coefficiente presuntivo relativo alla produzione annua per metro quadrato ed ha assegnato a Roma Capitale e ad AMA il termine di sessanta giorni per il deposito delle relazioni e dei documentati chiarimenti richiesti.

La camera di consiglio proseguirà il 21 novembre 2018, per decidere anche in ordine alla domanda cautelare.

Non ci nascondiamo che la strada è ancora difficile, ma già il fatto che il TAR voglia approfondire le motivazioni che hanno condotto il Comune, per le scuole non statali, a discostarsi dal criterio della “proporzione rispetto alla consistenza della popolazione scolastica” è da valutare come un grosso passo avanti.

Le scuole per mediatori linguistici rilasceranno lauree magistrali

20180604_gu127-dm3-mag-2018-n59-_pagina_01Sulla Gazzetta Ufficiale, Parte Prima, n. 127 di Lunedì, 4 giugno 2018 è stato pubblicato il DECRETO 3 maggio 2018, n. 59. “Regolamento recante modifiche al decreto 10 gennaio 2002, n. 38, per il riordino della disciplina delle scuole di cui alla legge 11 ottobre 1986, n. 697, adottato in attuazione dell’articolo 17, comma 96, lettera a), della legge 15 maggio 1997, n. 127“.
Il Regolamento, atteso e sollecitato da lungo tempo, prevede la possibilitài per le scuole per mediatori linguistici la possibilità di attivare corsi di secondo ciclo equivalenti alle lauree magistrali della classe LM-94 «Traduzione specialistica ed interpretariato» validi ai fini professionali e concorsuali inerenti all’interpretariato, alla traduzione ed alla mediazione linguistica.

CPN – Definite le nuove procedure per il visto preventivo dei contratti di appendistato

Roma, 13 febbraio 2018

La Commissione Paritetica Nazionale, ANINSEI e OO.SS. firmatarie del CCNL, nella riunione odierna ha messo a punto una procedura semplificata per la richiesta del visto preventivo sui contratti di apprendistato da parte delle Commissioni Paritetiche Regionali.
In sintesi:
1) I soci ANINSEI inviano la richiesta del visto preventivo con il Piano formativo individuale (PFI) per l’apprendista redatta secondo l’allegato schema al  rappresentante territoriale ANINSEI o al Presidente della Commissione Paritetica Regionale;
2) La parte che riceve la richiesta di parere ne da comunicazione nella stessa data alle altre parti firmatarie del CCNL e alla rispettiva segreteria nazionale allegando copia della richiesta di visto, il periodo di 15 gg previsto per il rilascio del visto preventivo si intendono di calendario e decorrono dalla data di ricevimento della richiesta, in caso di richiesta di chiarimenti o integrazioni da parte della CPR, il periodo tra richiesta e risposta viene scomputato dai 15 giorni;
3) Le procedure per l’esame sono improntate alla massima snellezza, la CPR (Commissione Paritetica Regionale), trattandosi di funzioni tecniche si intende regolarmente costituita anche con la presenza di una sola delle OO.SS. che sottoscrive il visto preventivo insieme all’ANINSEI;
4) In carenza della CPR le funzioni della stessa vengono assolte dalla CPN.

I soci ANINSEI potranno richiedere alla Segreteria Nazionale segreteria@aninsei.it la scheda in formato .docx per una più agevole compilazione della stessa.

 

 

 

 

CPN – Accordo per la la stipula di contratti a tempo determinato per ulteriori 36 mesi oltre i 36 previsti dalla legge.

Roma, 13 febbraio 2018

Commissione paritetica nazionale, ANNSEI – OO.SS. firmatarie del CCNL 2105-2018 hanno sottoscritto un accordo per la stipula di contratti a tempo determinato per ulteriori 36 mesi oltre i 36 previsti dalla legge.

Le scuole paritarie associate ad ANINSEI hanno dovuto ricorrere alla assunzione di docenti non abilitati per sopperire alle esigenze di erogazione del servizio scolastico in casi particolari di effettiva carenza di personale abilitato attraverso contratti a tempo determinato tale situazione si è protratta nel tempo per la mancata indizione dei concorsi per il conseguimento di detta abilitazione per il personale in possesso del solo titolo di studio.

Le nuove norme, per il il reclutamento del personale in possesso del solo titolo di studio,  prevedono un percorso della durata triennale durante il quale gli aspiranti docenti nella scuola paritaria potranno conseguire il diploma di specializzazione per l’insegnamento

I gestori delle Scuole paritarie potranno seguitare a conferire incarichi a tempo determinato fino alla sospensione delle lezioni e delle attività connesse, compresi eventuali esami, a personale fornito solo del prescritto titolo di studio per una durata complessiva non superiore a 36 mesi. Nel caso di docenti non in possesso del titolo di specializzazione necessario all’insegnamento, se iscritti al percorso per il conseguimento dello stesso, è consentita la stipula di contratti a tempo determinato per ulteriori 36 mesi tali rinnovi fino al raggiungimento complessivo della durata massima del contratto a tempo determinato di 72 mesi (36 + 36), non sono soggetti alla procedura presso la D.T.L. in deroga al disposto di cui alla legge n.133/2008.

Superati i primi 36 mesi, ogni successivo contratto a tempo determinato stipulato in deroga si trasforma in contratto a tempo indeterminato al momento dell’effettivo completamento del percorso di specializzazione.

Riunione della Commissione Paritetica Nazionale del 30 gennaio 2018 – Modifica testo CCNL

Roma, 1 febbraio 2018

Il 30 gennaio si è riunita in Roma la Commissione Paritetica Nazionale ANINSEI – OO.SS. firmatarie il CCNL. Numerosi i punti all’O.d.G.
1) Procedura per il visto preventivo dei contratti di apprendistato: indicazioni per le Commissioni Paritetiche RegionaIi
2) Reclutamento docenti scuole paritarie e apprendistato di alta formazione e ricerca
3) Lavoro a tempo determinato: superamento limite 36 mesi
4) Lavoro intermittente
5) CCNL Università
6) Calendarizzazione riunioni per l’approfondimento delle tematiche di cui ai precedenti punti aIl’ O.d.G.
7) Varie ed eventuali.
Prima di affrontare il’O.d.G. la Commissione ha provveduto alla revisione del proprio Regolamento di funzionamento per adeguarlo al CCNL ANINSEI 2015/2018 per dargli una forma duratura neI tempo, approvando il nuovo testo.I punti all’ordine del giorno sono stati tutti trattati raggiungendo una intesa di massima.
In particolare sul punto 5) all’O.d.G. per evitare qualsiasi dubbio interpretativo si sono aggiunte all’Art. 5 – Classificazione del CCNL Parte seconda, Titolo II CLASSIFICAZIONE – Area seconda: servizi di istruzione,di formazione ed educazione — Livello VII le parole “e università private” al termine della declaratoria. Il testo ufficiale della declaratoria risulta ora così espresso:
VII Livello
Sono inquadrati lavoratori che svolgono compiti operativamente autonomi e strettamente connessi ai processi evolutivi di istruzione: docenti in scuole e corsi per interpreti e traduttori, scuole e corsi post-secondari, istituti parauniversitari, scuole speciali per minori, accademie di belle arti, di danza, di arte drammatica, conservatori di musica e università private.
La Commissione si è riconvocata per il giorno martedì 13 febbraio per formalizzare quanto convenuto relativamente agli altri punti anche alla luce di ulteriori approfondimenti.

Liceo quadriennale: pubblicato l’avviso pubblico

Roma, 20 ottobre 2017

Il decreto ministeriale n. 567 del 3 agosto 2017, che ai fini della piena attuazione dell’autonomia scolastica e del curricolo di scuola, di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 13 luglio 2015, n. 107, aveva previsto la promozione, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, di un piano nazionale di innovazione ordinamentale con riduzione di un anno dei percorsi destinato a 100 classi prime di istituzioni scolastiche, statali e paritarie, del secondo ciclo di istruzione che attivano indirizzi dei licei e degli istituti tecnici.
Il 18 ottobre è stato emanato l’avviso pubblico per l’acquisizione delle proposte progettuali delle scuole secondarie di secondo grado, licei ed istituti tecnici con esclusione degli istituti professionali.
Il corso di studi quadriennale, quanto alle finalità, dovrà garantire, attraverso il ricorso alla flessibilità didattica e organizzativa consentita dall’autonomia scolastica, alla didattica laboratoriale e all’utilizzo di tutte le risorse professionali e strumentali disponibili, l’insegnamento di tutte le discipline previste dall’indirizzo di studi di riferimento, entro il termine del quarto anno, in modo da assicurare agli studenti il raggiungimento delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento previsti per il quinto anno di corso, nel pieno rispetto delle Indicazioni Nazionali e Linee Guida.
Possono presentare proposte progettuali:
– le istituzioni scolastiche che organizzano percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, sia statali che paritarie, riferiti agli indirizzi di liceo e di istituto tecnico;
– le istituzioni scolastiche statali e paritarie che abbiano già in corso progetti per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado, autorizzati con appositi decreti ministeriali.
Ciascuna istituzione scolastica potrà presentare il progetto di sperimentazione per una sola sezione, a partire dalla classe prima, e per un solo indirizzo di studio.
Per quanto attiene ai requisiti di partecipazione, i progetti presentati devono contenere tutti i requisiti espressamente previsti dall’articolo 3 dell’avviso pubblico in allegato.
Le propria candidature devono pervenire tassativamente dal 20 ottobre 2017 al 13 novembre 2017 all’indirizzo di posta quadriennali@istruzione.it corredate di tutta la documentazione elencata nell’articolo 4 dell’avviso pubblico. Tutta la documentazione deve essere inserita in una cartella compressa.
La mancata previsione nel progetto di tutti i requisiti di partecipazione di cui all’articolo 3, il mancato invio della documentazione sopra indicata o l’invio del progetto di innovazione in data successiva al 13 novembre 2017 comporta l’esclusione dalla presente procedura di selezione.
Una apposita Commissionetecnica, composta da almeno 7 tra dirigenti tecnici e funzionari dell’amministrazione valuterà le proposte.
La graduatoria dei progetti approvati sarà pubblicata sul sito istituzionale del MIUR entro il 20 dicembre 2017.

PON anche per le paritarie: arrivato il via libera da parte della Commissione Europea alla revisione dell’Accordo di partenariato

Roma, 13 ottobre 2017

Il Ministro De Vincenti e la Ministra Fedeli hanno comunicato che è arrivato il via libera da parte della Commissione Europea di eliminare l’esclusione a danno delle paritarie «rendendo possibile l’apportare celermente con la Commissione le modifiche al PON per la Scuola, necessarie al fine di allineare le relative modalità operative a quanto previsto dal legislatore italiano».
La vicenda sembra avviarsi verso una positiva coclusione anche se la prudenza è sempre d’obbligo in questa vicenda dove frange dell’amministrazione sembrano aver più o meno palesemente ostacolato ogni apertura alla scuola paritaria anche in contrasto con la volontà della ministra Fedeli, che invece su questa vicenda è sempre stata molto chiara circa il rispetto della legge n. 62/2000.

In più occasioni aveva ripetuto il suo pensiero, il 1° febbraio 2017 durante l’incontro con i rappresentanti delle Scuole Paritarie e il 23 febbraio 2017 durante la visita alle scuole ebraiche di Roma: «C’è una novità nell’ultima legge di bilancio, abbiamo considerato anche le scuole paritarie, quelle veramente fidate e accreditate. Un fatto credo importante perché bisogna rispettare le leggi italiane. Adesso che sono partite le dieci azioni per i finanziamenti PON che arrivano anche dalla Comunità europea, ho accantonato quello che riguarderà le scuole paritarie perché in Europa, secondo una regolamentazione che dobbiamo rinegoziare, le scuole paritarie non sono considerate scuole pubbliche». Gli stessi concetti li aveva poi ribaditi il 20 maggio a Verona nel suo intervento al Convegno dell’ANINSEI.

La vicenda ha inizio oltre un anno fa quando il bando Scuole al centro “dimentica” le paritarie. Alla richiesta di chiarimenti la direzione generale competente risponde che l’Accordo di Partenariato con l’Europa prevede “In linea con i deficit e i bisogni identificati nella mappatura delle esigenze, il Fondi assegnati interverranno nel settore dell’educazione pubblica, con esclusione delle scuole private e/o parificate”.

Ma sosteneva l’ANINSEI, “le scuole Paritarie, ai sensi della Legge nazionale n. 62/2000, fanno parte del Sistema nazionale dell’Istruzione e, quindi, insieme alle scuole statali erogano, allo stesso modo e sullo stesso piano, un servizio pubblico! Le scuole paritarie non sono né private e né parificate”.

Il Parlamento investito del problema, al comma 313 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) ha chiarito e stabilito: «Nel programma operativo nazionale “Per la scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento”, riferito al periodo di programmazione 2014/2020, di cui alla decisione della Commissione europea C(2014) 9952 del 17 dicembre 2014, per “istituzioni scolastiche” si intendono tutte le istituzioni scolastiche che costituiscono il sistema nazionale di istruzione, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 10 marzo 2000, n. 62».

Ma per qualcuno anche questo non andava bene e quindi l’unica strada da percorrere era quella della rettifica dell’Accordo di Partenariato azione che la ministra Fedeli, in collaborazione con il ministro De Vincenti, ha condotto con determinazione arrivando, come dichiarato, al risultato atteso.

ANINSEI dà atto alla ministra Fedeli  della concretezza e della coerenza della sua azione.

 

 

Firmato il decreto sul nuovo Esame di Stato della scuola secondaria di I grado

Roma, 11 ottobre 2017

La MInistra Fedeli ha firmato il decreto attuativo della legge 107 del 2015 (Buona Scuola) che riforma l’Esame di Stato della scuola secondaria di I grado.
Meno importanza alla prova Invalsi che anche se rimane requisito per l’ammissione all’esame, non influisce sulla valutazione finale. Cresce il peso del voto di ammissione che fa media con la media dei voti dell’esame per cui con un voto di ammissione di 7 si è promossi anche con una media di 4 all’esame di stato.
In via di emanazione la circolare informativa sulle nuove modalità di valutazione del I ciclo previste dalla legge, rispetto alle quali il Ministero, in accordo con le sedi regionali, metterà in campo specifici interventi di accompagnamento per  il personale della scuola fin dalla prima fase di attuazione.
Il collegio dei docenti delibererà  criteri e modalità di valutazione di apprendimenti e comportamento. I criteri saranno resi pubblici e inseriti nel Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF. Le scuole, per rendere più completa e chiara la valutazione anche alle famiglie, dovranno accompagnare i voti in decimi con la descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto.
La valutazione del comportamento sarà espressa d’ora in poi con giudizio sintetico e non più con voti decimali, per offrire un quadro più complessivo sulla relazione che ciascuna studentessa o studente ha con gli altri e con l’ambiente scolastico. La norma che prevedeva la non ammissione alla classe successiva per chi conseguiva un voto di comportamento inferiore a 6/10 è abrogata. Ma resta confermata la non ammissione alla classe successiva (in base a quanto previsto dallo Statuto delle studentesse e degli studenti) nei confronti di coloro a cui è stata irrogata la sanzione disciplinare di esclusione dallo scrutinio finale.
Le prove INVALSI le prove si sostengono, nella scuola secondaria di I grado, in terza, ma non fanno più parte dell’Esame, nell’ottica di una maggiore coerenza con l’obiettivo finale delle prove: fotografare il livello di competenza delle ragazze e dei ragazzi per sostenere il miglioramento del sistema scolastico. Restano Italiano e Matematica, si aggiunge l’Inglese. Le prove si svolgeranno ad aprile, al computer. La partecipazione sarà requisito per l’accesso all’Esame, ma non inciderà sul voto finale. Entro ottobre le scuole riceveranno le informazioni necessarie per lo svolgimento delle prove al computer.