APERTO IL TAVOLO PER IL RINNOVO DEL CCNL ANINSEI 2019-2021 per la scuola non statale

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Associazione Nazionale Istituti Non Statali di Educazione e di Istruzione
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UFFICIO STAMPA
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COMUNICATO STAMPA

APERTO IL TAVOLO PER IL RINNOVO DEL CCNL ANINSEI per la scuola non statale

Si è appena concluso presso la sede ANINSEI a Roma l’incontro tra la delegazione ANINSEI e i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali FLC-CGIL, CISL-SCUOLA, UIL-SCUOLA e SNALS CONFSAL per la Scuola non statale, finalizzato all’apertura di un tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL di settore, scaduto alla fine dello scorso mese di dicembre.

Tra i principali argomenti affrontati quello dei docenti non abilitati, assunti con contratti a tempo determinato.

“Questi docenti, non abilitati per la mancata indizione da anni degli annuali concorsi e non certo per loro colpa”, sottolinea il presidente di ANINSEI, Luigi Sepiacci, “si trovano tra l’incudine di un contratto dichiarato nullo da parte della Suprema Corte di Cassazione e il martello del Decreto Dignità che non prevede per il rinnovo dei contratti a termine tale causale”.

Entrambe le parti, l’associazione datoriale e le OO.SS. rappresentanti i lavoratori, si sono impegnate a porre in essere ogni possibile azione allo scopo di ottenere soluzioni anche legislative per risolvere la situazione ed evitare la perdita di occupazione.

E’ infine emersa la necessità di regolamentare maggiormente il segmento del post secondario con l’inclusione delle università non statali all’interno del perimetro di applicazione del CCNL ANINSEI.

Roma, 11 giugno 2019

 

 

Aninsei, abilitazioni o paritarie chiuse – (ANSA) – MILANO, 30 MAR

(ANSA) – MILANO, 30 MAR

Aninsei, abilitazioni o paritarie chiuse

‘Farci formare docenti con apprendistato professionalizzante’

(ANSA) – MILANO, 30 MAR – Senza nuove abilitazioni all’ insegnamento le paritarie chiuderanno: è il grido dall’allarme lanciato, oggi a Milano, al convegno di Aninsei, l’Associazione nazionale degli istituti non statali di educazione e istruzione.
Il presidente Luigi Sepiacci denuncia che “è grave il depauperamento che abbiamo dovuto subire a causa della Legge sulla Buona Scuola”.
“Le varie direzioni regionali già stanno mettendo in mora le nostre scuole, annunciando di volere ritirare loro la parità se non si dovessero dotare entro breve di docenti già abilitati- conclude il presidente – ma se i docenti abilitati non ci sono oggi sul mercato del lavoro, l’unica strada percorribile è quella di consentirci di formarli direttamente noi, anche attraverso strumenti quali l’apprendistato professionalizzante di alta formazione”.

71a Assemblea Nazionale – ANINSEI

COMUNICATO STAMPA

Il convegno di Aninsei, l’Associazione Nazionale degli Istituti Non Statali di Educazione e di Istruzione
“OCCORRONO NUOVE ABILITAZIONI ALL’INSEGNAMENTO
OPPURE LE PARITARIE CHIUDERANNO”

Luigi Sepiacci: “è grave il depauperamento che abbiamo dovuto subire a causa della Legge sulla Buona Scuola”

“In questi anni abbiamo dovuto affrontare un grave depauperamento nel mondo delle scuole paritarie”, è quanto affermato da Luigi Sepiacci, Presidente Nazionale ANINSEI, A.N.I.N.S.E.I., l’Associazione Nazionale degli Istituti Non Statali di Educazione e di Istruzione di Confindustria, durante il convegno all’interno della 71° Assemblea Nazionale, “lo Stato indice concorsi come quello della Buona Scuola per trovare insegnanti per le sue strutture e i nostri docenti, da noi formati nel corso degli anni, non solo li vincono, ma arrivano anche ai primi posti. E di questo noi ne siamo orgogliosi”.

“Purtroppo però ciò accade saccheggiando, di fatto, il nostro personale”, ha sottolineato Sepiacci, “senza però consentirci di assumere nuovi docenti da abilitare anche attraverso la nostra formazione”.

“Le varie direzioni regionali già stanno mettendo in mora le nostre scuole, annunciando di volere ritirare loro la parità se non si dovessero dotare entro breve di docenti già abilitati”, ha aggiunto infine Luigi Sepiacci, “ma se i docenti abilitati non ci sono oggi sul mercato del lavoro, l’unica strada percorribile è quella di consentirci di formarli direttamente noi, anche attraverso strumenti quali l’apprendistato professionalizzante di alta fomazione”.

Innocenzo Megali, presidente della Consulta Regionale dei Consulenti del Lavoro del Veneto, ha invece analizzato luci ed ombre dell’attuale normativa per il reclutamento del personale docente nel mondo della scuola.

“Abbiamo una carenza conclamata di tecnici preparati per il sistema produttivo italiano”, ha spiegato nel suo intervento Claudio Gentili, illustre esperto nel campo della formazione, che poi ha aggiunto: “l’istruzione e la formazione devono oggi puntare necessariamente alla qualità quale prerequisito per poter entrare nel mondo del lavoro”.

Il punto di vista della Politica sul mondo dell’Istruzione ha visto la partecipazione del presidente della Commissione Cultura del Senato Mario Pittoni, di Valentina Aprea, di Simona Flavia Malpezzi e di Paola Frassinetti.

Sono intervenuti, tra gli altri, Delia Campanelli ed Edvige Mastantuono del Miur e Gianfranco Frere dell’Agesc.

Ha moderato gli interventi Barbara Ciabò e ospitato i lavori della 71° Assemblea Nazionale Giulio Massa di ANINSEI – Lombardia.

Milano, 30 marzo 2019

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BANDI EBINS – Ente Bilaterale Nazionale Scuola

L’EBINS – Ente Bilaterale Nazionale Scuola ha emesso per l’anno 2018:

il BANDO PER L’EROGAZIONE DI CONTRIBUTI PER L’ORGANIZZAZIONE CORSI DI FORMAZIONE DEI LAVORATORI SULLA SICUREZZA IN APPLICAZIONE DEL D.Lgs. 81/2008

Importo da erogare: 200.000,00 euro
Presentazione domande (complete della documentazione): tassativamente dalle ore 9.00 del giorno 27 novembre e non oltre le ore 13.00 del giorno 15 dicembre 2018

ed

il BANDO PER L’ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI AI LAVORATORI PER IL SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ O IN PARTICOLARI SITUAZIONI DI SALUTE

Importo da erogare: 270.000,00 euro
Presentazione domande (complete della documentazione): tassativamente dalle ore 9.00 del giorno 27 novembre e non oltre le ore 12.00 del giorno 15 dicembre 2018.

I bandi sono pubblicati nella sezione BANDI del sito www.entebilateralenazionalescuola.it

Riforma del Terzo settore – Dlgs 105/2018

Riforma del Terzo Settore – Disciplina civilistica – Decreto correttivo
Circolari nn. 14 e 15 dello Studio Dott. Carlo Orseniga

In attuazione della delega contenuta nella L. 6.6.2016 n. 106, il DLgs. 3.7.2017 n. 117 (codice del Terzo settore) ha istituito, nell’ambito del settore non profit, il c.d. “Terzo settore”.
Il codice individua i soggetti e le condizioni necessarie per rientrare in questa nuova categoria, delineando in modo specifico i vincoli “civilistici” che detti enti devono rispettare, nonché la disciplina fiscale specifica.
L’adesione al Terzo settore è, in linea di principio, facoltativa per gli enti individuati. L’accesso presuppone:
• da un lato, il rispetto delle disposizioni di natura “civilistica” contenute nel DLgs. 117/2017 (es. contenuto dell’atto costitutivo, regole su amministrazione, controllo e revisione);
• dall’altro, l’iscrizione nell’istituendo Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS).
In presenza di tali requisiti, gli enti potranno beneficiare delle favorevoli misure previste dal DLgs. 117/2017.
Gli enti che non saranno in possesso di tali requisiti saranno esclusi dal DLgs. 117/2017 e applicheranno la disciplina civilistica e fiscale ordinaria residua (es. TUIR, L. 16.12.91 n. 398).
In attuazione dell’art. 1 co. 7 della L. 106/2016, che riconosce al Governo la possibilità di emanare disposizioni integrative e correttive dei decreti attuativi della riforma del Terzo settore, è stato emanato il DLgs. 3.8.2018 n. 105 recante, appunto, disposizioni integrative e correttive del DLgs. 117/2017.
Le disposizioni del DLgs. 105/2018 sono entrate in vigore l’11.9.2018 (giorno successivo a quello della sua pubblicazione sulla G.U. 10.9.2018 n. 210).
Riportiamo la circolare n. 14 del 12/10/2018 e la circolare n. 15 del 15/10/2018 predisposte dal Dott. Carlo Orseniga a cui Confindustria-Federvarie ha affidato il servizio di consulenza fiscale e societaria.

Maturità 2019 – Cambia l’esame di stato

maturita19Con la  Circolare n. 3050 del 4 ottobre 2018 il ministro Marco Bussetti ha dettato le nuove linee per l’esame di stato conclusivo del secondo ciclo.
A giugno 2019 cambia la maturità. È una circolare con le prime indicazioni operative. “Ci saranno poi momenti di formazione”, ha assicurato il ministro, “per gli insegnanti e le commissioni e, attraverso i canali di comunicazione del Ministero, sito e social, ci rivolgeremo anche a studenti e famiglie”.
Infatti la circolare prevede lo svolgimento, a partire dal mese di novembre, subito dopo la pubblicazione dei quadri di riferimento e delle griglie di valutazione, di:

– incontri territoriali di informazione/formazione rivolti ai dirigenti scolastici e ai loro collaboratori, accompagnati dalla distribuzione di materiale di supporto, anche in forma multimediale;
– percorsi formativi di supporto/accompagnamento rivolti ai docenti;
– specifiche attività di formazione per i presidenti di commissione d’esame.

I requisiti di accesso all’Esame
La partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova nazionale INVALSI, e lo svolgimento delle ore di Alternanza Scuola-Lavoro, non saranno requisito di accesso (per ora per questo anno scolastico) come già stabilito nel decreto cosiddetto Milleproroghe, recentemente approvato in Parlamento.
Per poter essere ammessi alle prove è necessario:
– aver frequentato il 75% del monte ore previsto;
– avere il 6 in ciascuna disciplina;
– avere la sufficienza nel comportamento.
Il Consiglio di classe potrà deliberare l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto, ma dovrà motivare la propria scelta.

Prove di esame
Le prove scritte passano da tre a due. La prima prova scritta, italiano, che si terrà mercoledì 19 giugno 2019, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche delle studentesse e degli studenti. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.
Le tre tipologie di prova (invece delle quattro attuali) saranno:
– Tipologia A (due tracce) – analisi del testo. Per l’analisi del testo la novità principale riguarda il numero di tracce proposte: gli autori saranno due, anziché uno come accadeva fino ad ora. Questo per coprire ambiti cronologici, generi e forme testuali diversi. Potranno essere proposti testi letterari dall’Unità d’Italia a oggi;
– Tipologia B (tre tracce) – analisi e produzione di un testo argomentativo. L’analisi e produzione di un testo argomentativo proporrà ai maturandi un singolo testo compiuto o un estratto da un testo più ampio, chiedendone l’interpretazione  seguita da una riflessione dello studente;
– Tipologia C (due tracce) – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.  Il ‘vero e proprio’ tema, che proporrà problematiche vicine all’orizzonte delle esperienze degli studenti e potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca ulteriori spunti di riflessione.
La seconda prova scritta, che si terrà il 20 giugno, riguarderà una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio. Per il classico potrebbero essere latino e greco, mentre per lo scientifico matematica e fisica.

Valutazione delle prove
Dalle prime indicazioni della circolare per la correzione della prova di italiano e della seconda prova saranno previste, secondo la nuova normativa, griglie nazionali di valutazione che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa.

Punteggio finale
Il punteggio finale sarà ancora in centesimi. Si darà più peso al percorso di studi (fino a 40 punti su 100 invece degli attuali 25) riservato ai docenti della scuola e alla commissione rimangono fino a 60 punti: fino ad un massimo di 20 punti per ciascuna delle due prove scritte, come pure per il colloquio. Il punteggio minimo per superare l’esame resta fissato in 60 punti. La Commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti.

Termini
Al primo scrutinio intermedio il consiglio di classe dovrà rapportare il credito scolastico già maturato alla nuova classificazione.
A gennaio il MIUR comunicherà le materie della seconda prova.
A febbraio, con largo anticipo rispetto al passato, il MIUR emanerà l’ordinanza relativa agli esami di Stato.

Valutazione finale
Il voto finale continuerà ad essere espresso in centesimi. Ma da quest’anno si darà più peso al percorso di studi: il credito maturato nell’ultimo triennio varrà fino a 40 punti su 100, invece degli attuali 25..

Allegati
La circolare contiene due importanti allegati operativi:
– Il Documento di lavoro elaborato da una commissione di esperti guidata dal linguista Luca Serianni per la preparazione delle tracce della prima prova scritta, italiano;
Le Indicazioni per l’elaborazione delle griglie di correzione delle due prove scritte.
Le indicazioni per la prima prova, in particolare, sono pensate per chi dovrà costruire le tracce nazionali, ma anche per il lavoro che dovranno svolgere in classe i docenti alla luce di alcune novità che vengono introdotte da quest’anno.

Slide Maturità2019 – Il nuovo esame in pillole

Ricorso ANINSEI vs Roma Capitale in tema di TARI

Roma, 3 agosto 2018

Il 1 agosto il TAR Lazio si è pronunciato sul ricorso numero di registro generale 7920 del 2018 proposto da ANINSEI contro Roma Capitale e Ama S.p.A. con l’ordinanza n. 08759/2018, pubblicata il 3 agosto 2018.

Da circa 20 anni, e cioè dalla legge di parità, le scuole paritarie sono discriminate, in tema di tasse sui rifiuti, rispetto alle scuole statali.

Infatti mentre nelle scuole statali la tassa viene calcolata sulla base degli alunni iscritti nelle scuole paritarie la tassa viene calcolata in base ai metri quadri. Nella totalità dei comuni, che hanno competenza in merito, vige questo differente regime. In alcuni comuni sono state emanate norme che tentano di mitigare tale palese ingiustizia inserendo agevolazioni.

In questo periodo in cui le scuole paritarie hanno visto diminuire la popolazione scolastica la tassa sui rifiuti (TA.RI.) sta incidendo in misura maggiore.

Il Comitato Regionale Lazio è intervenuto a più riprese impugnando presso il TAR Lazio le delibere che man mano l’amministrazione comunale di Roma andava assumendo. Qualche risultato in termini economici era stato ottenuto, ma sempre e solo con l’introduzione di agevolazioni. La palese discriminazione non si era riusciti a scalfirla.

Recentemente nel mese di marzo l’Assemblea di Roma Capitale con Deliberazione n. 33 del 30 marzo 2018 avente ad oggetto “Modifiche al Regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti (TA.RI.) di cui alla Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 12 del 20 marzo 2015 e ripubblicazione integrale dello stesso”, pubblicata sull’albo pretorio di Roma Capitale dal 21.04.2018 al 25.04.2018 ha modificato il precedente testo dell’art. 17 del Regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti, ed ha soppresso le agevolazioni già previste per le scuole non statali di ogni ordine e grado nonché per gli asili privati o convenzionati con Roma Capitale.

Il presidente del Comitato Regionale ANINSEI del Lazio dott. Goffredo Sepiacci, forte del sostegno dato a questa sua azione dal Comitato Direttivo dell’associazione ha riproposto nuovamente ricorso tramite la prof.ssa Andreina Scognamiglio, che nel ricorso ha sottolineato la discriminazione tra scuole statali e scuole paritarie nonostante anche queste ultime facciano parte del sistema nazionale dell’istruzione come sancito dalla legge n. 62/2000.

Nella Camera di Consiglio del 1 agosto u.s., chiamato a pronunciarsi sulla richiesta incidentale di sospensiva,  il TAR ha emesso una ordinanza che potrebbe portare ad una revisione nel senso da noi auspicato.

In vero, ai fini del decidere anche in ordine alla domanda cautelare, il Collegio, alla luce della scelta operata dall’Amministrazione e contestata dall’ANINSEI di eliminare l’agevolazione tariffaria previgente relativa alla tassa sui rifiuti per le scuole non statali, ha ritenuto necessario acquisire documentati chiarimenti e apposite relazioni dall’amministrazione comunale e dall’ Ama S.p.A. in ordine alle motivazioni che hanno condotto, per le scuole non statali, a discostarsi dal criterio della “proporzione rispetto alla consistenza della popolazione scolastica”, previsto per le scuole statali in base agli accordi assunti conclusi in sede di Conferenza Unificata Stato, Città e Autonomia locali del 2001, senza tuttavia prevedere criteri di mitigazione del mero coefficiente presuntivo relativo alla produzione annua per metro quadrato ed ha assegnato a Roma Capitale e ad AMA il termine di sessanta giorni per il deposito delle relazioni e dei documentati chiarimenti richiesti.

La camera di consiglio proseguirà il 21 novembre 2018, per decidere anche in ordine alla domanda cautelare.

Non ci nascondiamo che la strada è ancora difficile, ma già il fatto che il TAR voglia approfondire le motivazioni che hanno condotto il Comune, per le scuole non statali, a discostarsi dal criterio della “proporzione rispetto alla consistenza della popolazione scolastica” è da valutare come un grosso passo avanti.

Le scuole per mediatori linguistici rilasceranno lauree magistrali

20180604_gu127-dm3-mag-2018-n59-_pagina_01Sulla Gazzetta Ufficiale, Parte Prima, n. 127 di Lunedì, 4 giugno 2018 è stato pubblicato il DECRETO 3 maggio 2018, n. 59. “Regolamento recante modifiche al decreto 10 gennaio 2002, n. 38, per il riordino della disciplina delle scuole di cui alla legge 11 ottobre 1986, n. 697, adottato in attuazione dell’articolo 17, comma 96, lettera a), della legge 15 maggio 1997, n. 127“.
Il Regolamento, atteso e sollecitato da lungo tempo, prevede la possibilitài per le scuole per mediatori linguistici la possibilità di attivare corsi di secondo ciclo equivalenti alle lauree magistrali della classe LM-94 «Traduzione specialistica ed interpretariato» validi ai fini professionali e concorsuali inerenti all’interpretariato, alla traduzione ed alla mediazione linguistica.