69a Assemblea Nazionale ANINSEI – Convegno Verona 20 maggio

Verona, 20 maggio 2017

69aan_aprea-fedeli-sepiacci_3Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha così esordito “Sui Fondi PON e sull’accesso ai fondi per l’Alternanza Scuola – Lavoro stiamo lavorando per permettere l’accesso diretto anche alle scuole paritarie”.
“A tal fine stiamo già accantonando i fondi a ciò destinati
” ha affermato la Ministra Valeria Fedeli, “perché per noi la scuola Pubblica si fonda sui due pilastri che sono la scuola Statale e la scuola Paritaria”.
“Come Governo stiamo lavorando per una società della conoscenza e per una economia della conoscenza”, ha spiegato Fedeli, “ma per raggiungere tale obiettivo occorre passare per l’innovazione”.
“Tale processo deve essere governato non togliendo le risorse, anzi occorre investire di più sulla Scuola”. “L’Alternanza Scuola – Lavoro non è apprendistato, è un modello innovativo didattico”.

“Occorrono percorsi abbreviati per poter entrare a pieno titolo nel mondo dell’insegnamento. Oggi è impensabile diventare insegnante di ruolo prima dei trent’anni, dopo anni e anni di sacrifici”, ha sostenuto Valentina Aprea, Assessore all’Istruzione, Formazione e Cultura della Regione Lombardia, “occorre puntare sui giovani, in modo serio, consentendo a chi è capace di arrivare al ruolo in tempi certi e al tempo stesso occorre consentire al corpo insegnante una carriera seria, fatta di incentivi non solo economici”.

Tra i relatori Emmanuele Massagli, dell’ Università degli Studi di Bergamo, ha trattato  l’argomento del “Contratto di apprendistato di Alta Formazione per il reclutamento dei docenti nella scuola Paritaria”.

Claudio Gentili, il responsabile dell’ Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria, è intervenuto sul tema “Quali docenti per l’alternanza scuola – lavoro”.

Ha ospitato i lavori della 69° Assemblea Nazionale e il Convegno Enrico Pizzoli, presidente ANINSEI – Veneto.

Presente alla manifestazione Federica Chiavaroli, sottosegretaria al Ministero della Giustizia ed altre personalità della politica e della culthura.

Ha moderato gli interventi la giornalista Francesca Lorandi.

PON 2017: partono le statali, paritarie al palo.

Roma, 22 febbraio 2017

Ieri 21 febbraio il Miur ha pubblicato l’avviso PON 2017,  start di partenza per le scuole statali dell’infanzia, delle scuole primarie e secondarie di primo grado e delle scuole secondarie di secondo grado) mentre le paritarie vengono lasciate al palo in attesa degli eventi.
A firma del Direttore Generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale Simona Montesarchio e della Dirigente dell’Ufficio IV  Annamaria Leuzzi è stato ieri pubblicato un nuovo Avviso pubblico nel quadro di azioni finalizzate all’innalzamento delle competenze di base, di cui all’Obiettivo Specifico 10.2 del Programma Operativo Nazionale “Per la Scuola  – competenza e ambienti per l’apprendimento” per il periodo di programmazione 2014-2020, il PON 2017.

Le finalità dichiarate sono quelle di incrementare le competenze di base e, quindi, la capacità di lettura, scrittura, calcolo nonché le conoscenze in campo linguistico, scientifico e tecnologico che costituiscono la base per ulteriori studi e un bagaglio essenziale per il lavoro e l’integrazione sociale.
All’articolo 2, Destinatari dell’avviso, viene previsto:

  1. Sono ammesse a partecipare al presente Avviso per la realizzazione di progetti di potenziamento delle competenze di base in chiave innovativa:
    a) le scuole dell’infanzia statali;
    b) le istituzioni scolastiche statali del primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di primo grado);
    c) le istituzioni scolastiche statali del secondo ciclo di istruzione (scuole secondarie di secondo grado).
  2. Possono partecipare le istituzioni scolastiche di cui al comma 1 appartenenti a tutte le Regioni, nonché quelle della Provincia autonoma di Trento, in virtù dell’Accordo sottoscritto in data 16 febbraio 2017.
  3. Per quanto riguarda le istituzioni scolastiche della Regione Valle d’Aosta e della Provincia Autonoma di Bolzano si precisa che le stesse, a seguito di accordi da sottoscrivere con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, saranno destinatarie di una specifica procedura.
  4. Gli istituti comprensivi con sezioni di scuola dell’infanzia possono presentare due diversi progetti, uno per la scuola dell’infanzia e uno per il primo ciclo di istruzione. Parimenti, gli istituti omnicomprensivi, nonché i convitti nazionali possono presentare due diversi progetti, uno per il primo ciclo e uno per il secondo ciclo di istruzione.
  5. Si richiama l’attenzione sull’articolo 1, comma 313, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, in forza del quale, nelle more della modifica dell’Accordo di Partenariato, sono state accantonate specifiche risorse per le istituzioni scolastiche paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62.

In sintesi, le scuole paritarie come i pazienti cavalli, della saggezza popolare, sono invitate ad aspettare che l’erba cresca.

ANINSEI non si fida delle somme accantonate. È ancora scottante l’esperienza degli accantonamenti dei13 miliardi di euro, destinati alle famiglie con figli iscritti nelle scuole secondarie paritarie, in classi dell’obbligo, depositati presso le Poste Italiane, dirottati presso la National Bank of Egypt del Cairo, poi ricuperati alle casse del MIUR e definitivamente svaniti nei sotterranei del MIUR molto più misteriosi di quelli del Louvre di Parigi. Stiamo ancora chiedendo ma fino ad ora abbiamo ricevuto solo una promessa di risposta.

ANINSEI chiede di conoscere l’ammontare della cifra accantonata per il PON 2017, quali siano i criteri adottati per determinarla, e chi ne abbia la responsabilità.

Il sottosegretario Toccafondi dopo l’approvazione della legge  232/2016 aveva promesso una rapida soluzione con la modifica dell’Accordo  di partenariato presentato dall’Italia alla Commissione europea il 22 aprile 2014. ANINSEI aveva riposta molta speranza in una rapida soluzione.

ANINSEI porterà subito il problema all’attenzione del nuovo Presidente del Parlamento europeo.

di Luigi Sepiacci