Archives Ottobre 2017

Liceo quadriennale: pubblicato l’avviso pubblico

Roma, 20 ottobre 2017

Il decreto ministeriale n. 567 del 3 agosto 2017, che ai fini della piena attuazione dell’autonomia scolastica e del curricolo di scuola, di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 13 luglio 2015, n. 107, aveva previsto la promozione, a partire dall’anno scolastico 2018/2019, di un piano nazionale di innovazione ordinamentale con riduzione di un anno dei percorsi destinato a 100 classi prime di istituzioni scolastiche, statali e paritarie, del secondo ciclo di istruzione che attivano indirizzi dei licei e degli istituti tecnici.
Il 18 ottobre è stato emanato l’avviso pubblico per l’acquisizione delle proposte progettuali delle scuole secondarie di secondo grado, licei ed istituti tecnici con esclusione degli istituti professionali.
Il corso di studi quadriennale, quanto alle finalità, dovrà garantire, attraverso il ricorso alla flessibilità didattica e organizzativa consentita dall’autonomia scolastica, alla didattica laboratoriale e all’utilizzo di tutte le risorse professionali e strumentali disponibili, l’insegnamento di tutte le discipline previste dall’indirizzo di studi di riferimento, entro il termine del quarto anno, in modo da assicurare agli studenti il raggiungimento delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento previsti per il quinto anno di corso, nel pieno rispetto delle Indicazioni Nazionali e Linee Guida.
Possono presentare proposte progettuali:
– le istituzioni scolastiche che organizzano percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, sia statali che paritarie, riferiti agli indirizzi di liceo e di istituto tecnico;
– le istituzioni scolastiche statali e paritarie che abbiano già in corso progetti per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado, autorizzati con appositi decreti ministeriali.
Ciascuna istituzione scolastica potrà presentare il progetto di sperimentazione per una sola sezione, a partire dalla classe prima, e per un solo indirizzo di studio.
Per quanto attiene ai requisiti di partecipazione, i progetti presentati devono contenere tutti i requisiti espressamente previsti dall’articolo 3 dell’avviso pubblico in allegato.
Le propria candidature devono pervenire tassativamente dal 20 ottobre 2017 al 13 novembre 2017 all’indirizzo di posta quadriennali@istruzione.it corredate di tutta la documentazione elencata nell’articolo 4 dell’avviso pubblico. Tutta la documentazione deve essere inserita in una cartella compressa.
La mancata previsione nel progetto di tutti i requisiti di partecipazione di cui all’articolo 3, il mancato invio della documentazione sopra indicata o l’invio del progetto di innovazione in data successiva al 13 novembre 2017 comporta l’esclusione dalla presente procedura di selezione.
Una apposita Commissionetecnica, composta da almeno 7 tra dirigenti tecnici e funzionari dell’amministrazione valuterà le proposte.
La graduatoria dei progetti approvati sarà pubblicata sul sito istituzionale del MIUR entro il 20 dicembre 2017.

PON anche per le paritarie: arrivato il via libera da parte della Commissione Europea alla revisione dell’Accordo di partenariato

Roma, 13 ottobre 2017

Il Ministro De Vincenti e la Ministra Fedeli hanno comunicato che è arrivato il via libera da parte della Commissione Europea di eliminare l’esclusione a danno delle paritarie «rendendo possibile l’apportare celermente con la Commissione le modifiche al PON per la Scuola, necessarie al fine di allineare le relative modalità operative a quanto previsto dal legislatore italiano».
La vicenda sembra avviarsi verso una positiva coclusione anche se la prudenza è sempre d’obbligo in questa vicenda dove frange dell’amministrazione sembrano aver più o meno palesemente ostacolato ogni apertura alla scuola paritaria anche in contrasto con la volontà della ministra Fedeli, che invece su questa vicenda è sempre stata molto chiara circa il rispetto della legge n. 62/2000.

In più occasioni aveva ripetuto il suo pensiero, il 1° febbraio 2017 durante l’incontro con i rappresentanti delle Scuole Paritarie e il 23 febbraio 2017 durante la visita alle scuole ebraiche di Roma: «C’è una novità nell’ultima legge di bilancio, abbiamo considerato anche le scuole paritarie, quelle veramente fidate e accreditate. Un fatto credo importante perché bisogna rispettare le leggi italiane. Adesso che sono partite le dieci azioni per i finanziamenti PON che arrivano anche dalla Comunità europea, ho accantonato quello che riguarderà le scuole paritarie perché in Europa, secondo una regolamentazione che dobbiamo rinegoziare, le scuole paritarie non sono considerate scuole pubbliche». Gli stessi concetti li aveva poi ribaditi il 20 maggio a Verona nel suo intervento al Convegno dell’ANINSEI.

La vicenda ha inizio oltre un anno fa quando il bando Scuole al centro “dimentica” le paritarie. Alla richiesta di chiarimenti la direzione generale competente risponde che l’Accordo di Partenariato con l’Europa prevede “In linea con i deficit e i bisogni identificati nella mappatura delle esigenze, il Fondi assegnati interverranno nel settore dell’educazione pubblica, con esclusione delle scuole private e/o parificate”.

Ma sosteneva l’ANINSEI, “le scuole Paritarie, ai sensi della Legge nazionale n. 62/2000, fanno parte del Sistema nazionale dell’Istruzione e, quindi, insieme alle scuole statali erogano, allo stesso modo e sullo stesso piano, un servizio pubblico! Le scuole paritarie non sono né private e né parificate”.

Il Parlamento investito del problema, al comma 313 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) ha chiarito e stabilito: «Nel programma operativo nazionale “Per la scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento”, riferito al periodo di programmazione 2014/2020, di cui alla decisione della Commissione europea C(2014) 9952 del 17 dicembre 2014, per “istituzioni scolastiche” si intendono tutte le istituzioni scolastiche che costituiscono il sistema nazionale di istruzione, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 10 marzo 2000, n. 62».

Ma per qualcuno anche questo non andava bene e quindi l’unica strada da percorrere era quella della rettifica dell’Accordo di Partenariato azione che la ministra Fedeli, in collaborazione con il ministro De Vincenti, ha condotto con determinazione arrivando, come dichiarato, al risultato atteso.

ANINSEI dà atto alla ministra Fedeli  della concretezza e della coerenza della sua azione.

 

 

Firmato il decreto sul nuovo Esame di Stato della scuola secondaria di I grado

Roma, 11 ottobre 2017

La MInistra Fedeli ha firmato il decreto attuativo della legge 107 del 2015 (Buona Scuola) che riforma l’Esame di Stato della scuola secondaria di I grado.
Meno importanza alla prova Invalsi che anche se rimane requisito per l’ammissione all’esame, non influisce sulla valutazione finale. Cresce il peso del voto di ammissione che fa media con la media dei voti dell’esame per cui con un voto di ammissione di 7 si è promossi anche con una media di 4 all’esame di stato.
In via di emanazione la circolare informativa sulle nuove modalità di valutazione del I ciclo previste dalla legge, rispetto alle quali il Ministero, in accordo con le sedi regionali, metterà in campo specifici interventi di accompagnamento per  il personale della scuola fin dalla prima fase di attuazione.
Il collegio dei docenti delibererà  criteri e modalità di valutazione di apprendimenti e comportamento. I criteri saranno resi pubblici e inseriti nel Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF. Le scuole, per rendere più completa e chiara la valutazione anche alle famiglie, dovranno accompagnare i voti in decimi con la descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto.
La valutazione del comportamento sarà espressa d’ora in poi con giudizio sintetico e non più con voti decimali, per offrire un quadro più complessivo sulla relazione che ciascuna studentessa o studente ha con gli altri e con l’ambiente scolastico. La norma che prevedeva la non ammissione alla classe successiva per chi conseguiva un voto di comportamento inferiore a 6/10 è abrogata. Ma resta confermata la non ammissione alla classe successiva (in base a quanto previsto dallo Statuto delle studentesse e degli studenti) nei confronti di coloro a cui è stata irrogata la sanzione disciplinare di esclusione dallo scrutinio finale.
Le prove INVALSI le prove si sostengono, nella scuola secondaria di I grado, in terza, ma non fanno più parte dell’Esame, nell’ottica di una maggiore coerenza con l’obiettivo finale delle prove: fotografare il livello di competenza delle ragazze e dei ragazzi per sostenere il miglioramento del sistema scolastico. Restano Italiano e Matematica, si aggiunge l’Inglese. Le prove si svolgeranno ad aprile, al computer. La partecipazione sarà requisito per l’accesso all’Esame, ma non inciderà sul voto finale. Entro ottobre le scuole riceveranno le informazioni necessarie per lo svolgimento delle prove al computer.

 

 

 

FISM TEME DI DOVER RINUNCIARE A PARTE DEI CONTRIBUTI DEL MIUR E ATTACCA A TESTA BASSA ANINSEI E CONFINDUSTRIA

logoaninsei_fvAssociazione Nazionale Istituti Non Statali di Educazione e di Istruzione
00144 Roma   –  Viale Pasteur, 10 –   e-mail   presidenza@aninsei.it

UFFICIO STAMPA
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COMUNICATO STAMPA
Roma, 7 ottobre 2017

FISM TEME DI DOVER RINUNCIARE A PARTE DEI CONTRIBUTI DEL MIUR E ATTACCA A TESTA BASSA ANINSEI E CONFINDUSTRIA

“La FISM torna ad attaccare l’ANINSEI, rea a suo dire di mettere in discussione i benefici o meglio gli aiuti di stato che, contro ogni normativa europea, le scuole paritarie gestite da organismi dichiaratisi senza fini di lucro ricevono, a scapito degli altri enti gestori”. Questa la replica all’attacco delle scuole cattoliche da parte di Luigi Sepiacci, il presidente nazionale dell’Associazione degli Istituti Non Statali di Educazione e di Istruzione, che nata nel 1946 dal 1990 aderisce a Confindustria.

Alla FISM sembra giusto che due scuole, in una stessa città,  che danno lo stesso identico servizio richiedendo corrispettivi uguali debbano in tema di contributi da parte del MIUR essere discriminate in base al criterio soggettivo dell’ essere o meno  a scopo di lucro.

“In tema di contributi le scuole non possono essere discriminate in base a criteri soggettivi, cioè se l’ente gestore sia con o senza fini di lucro; ma solo in base a criteri oggettivi, così vuole l’Europa altrimenti siamo in presenza di illegittimi aiuti di stato”, spiega Sepiacci, per poi aggiungere: “Il MIUR non ha inteso uniformarsi alla sentenza del Consiglio di Stato n. 292/2016 e, nonostante gli interventi di ANINSEI, ha riproposto recentemente criteri diversi dai precedenti, ma sempre ed esclusivamente soggettivi, analoghi a quelli precedenti, per l’assegnazione dei contributi alla scuola paritaria”. “Di qui la necessità per ANINSEI di dover ricorrere nuovamente al TAR e, se sarà poi necessario, al Consiglio di Stato e ad ultimo alla Corte Europea”.

“Come nel passato”, aggiunge il presidente Luigi Sepiacci, “sulla vicenda la FISM continua a fare disinformazione, volendo far credere all’opinione pubblica che la tesi di ANINSEI sia stata bocciata dal Consiglio di Stato, ma omettendo che la ultima sentenza dello scorso anno, relativa al ricorso contro il decreto per i contributi 2016/2017, presentato da ANINSEI  – ed al quale la FISM si è opposta schierandosi ad adiuvandum a fianco del MIUR – è stato respinto dal Consiglio di Stato che lo ha dichiarato inammissibile solo per motivi procedurali, senza però entrare nel merito e lasciando intatta la sentenza che aveva accolto le tesi dell’ANINSEI e che il MIUR seguita a disattendere.“.

FISM anche con la determina, ripresa oggi da Avvenire, in cui attacca duramente l’ANINSEI non si è lasciata sfuggire l’occasione per tentare di accusarla essere  l’Associazione di istituti scolastici non statali espressione di Confindustria neanche questa fosse il Maligno in persona e rea di fare dell’istruzione un campo aperto al mercato ed alla concorrenza come se si trattasse di beni di cui è possibile parlare in termini di prodotto industriale“.