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PON 2017: partono le statali, paritarie al palo.

Roma, 22 febbraio 2017

Ieri 21 febbraio il Miur ha pubblicato l’avviso PON 2017,  start di partenza per le scuole statali dell’infanzia, delle scuole primarie e secondarie di primo grado e delle scuole secondarie di secondo grado) mentre le paritarie vengono lasciate al palo in attesa degli eventi.
A firma del Direttore Generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale Simona Montesarchio e della Dirigente dell’Ufficio IV  Annamaria Leuzzi è stato ieri pubblicato un nuovo Avviso pubblico nel quadro di azioni finalizzate all’innalzamento delle competenze di base, di cui all’Obiettivo Specifico 10.2 del Programma Operativo Nazionale “Per la Scuola  – competenza e ambienti per l’apprendimento” per il periodo di programmazione 2014-2020, il PON 2017.

Le finalità dichiarate sono quelle di incrementare le competenze di base e, quindi, la capacità di lettura, scrittura, calcolo nonché le conoscenze in campo linguistico, scientifico e tecnologico che costituiscono la base per ulteriori studi e un bagaglio essenziale per il lavoro e l’integrazione sociale.
All’articolo 2, Destinatari dell’avviso, viene previsto:

  1. Sono ammesse a partecipare al presente Avviso per la realizzazione di progetti di potenziamento delle competenze di base in chiave innovativa:
    a) le scuole dell’infanzia statali;
    b) le istituzioni scolastiche statali del primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di primo grado);
    c) le istituzioni scolastiche statali del secondo ciclo di istruzione (scuole secondarie di secondo grado).
  2. Possono partecipare le istituzioni scolastiche di cui al comma 1 appartenenti a tutte le Regioni, nonché quelle della Provincia autonoma di Trento, in virtù dell’Accordo sottoscritto in data 16 febbraio 2017.
  3. Per quanto riguarda le istituzioni scolastiche della Regione Valle d’Aosta e della Provincia Autonoma di Bolzano si precisa che le stesse, a seguito di accordi da sottoscrivere con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, saranno destinatarie di una specifica procedura.
  4. Gli istituti comprensivi con sezioni di scuola dell’infanzia possono presentare due diversi progetti, uno per la scuola dell’infanzia e uno per il primo ciclo di istruzione. Parimenti, gli istituti omnicomprensivi, nonché i convitti nazionali possono presentare due diversi progetti, uno per il primo ciclo e uno per il secondo ciclo di istruzione.
  5. Si richiama l’attenzione sull’articolo 1, comma 313, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, in forza del quale, nelle more della modifica dell’Accordo di Partenariato, sono state accantonate specifiche risorse per le istituzioni scolastiche paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62.

In sintesi, le scuole paritarie come i pazienti cavalli, della saggezza popolare, sono invitate ad aspettare che l’erba cresca.

ANINSEI non si fida delle somme accantonate. È ancora scottante l’esperienza degli accantonamenti dei13 miliardi di euro, destinati alle famiglie con figli iscritti nelle scuole secondarie paritarie, in classi dell’obbligo, depositati presso le Poste Italiane, dirottati presso la National Bank of Egypt del Cairo, poi ricuperati alle casse del MIUR e definitivamente svaniti nei sotterranei del MIUR molto più misteriosi di quelli del Louvre di Parigi. Stiamo ancora chiedendo ma fino ad ora abbiamo ricevuto solo una promessa di risposta.

ANINSEI chiede di conoscere l’ammontare della cifra accantonata per il PON 2017, quali siano i criteri adottati per determinarla, e chi ne abbia la responsabilità.

Il sottosegretario Toccafondi dopo l’approvazione della legge  232/2016 aveva promesso una rapida soluzione con la modifica dell’Accordo  di partenariato presentato dall’Italia alla Commissione europea il 22 aprile 2014. ANINSEI aveva riposta molta speranza in una rapida soluzione.

ANINSEI porterà subito il problema all’attenzione del nuovo Presidente del Parlamento europeo.

di Luigi Sepiacci

Alternanza scuola-lavoro per i candidati agli esami di idoneità e di Stato

Giungono all’ANINSEI da parte degli associati, e della categoria in genere, richieste di indicazioni e suggerimenti per come affrontare il problema dei percorsi di formazione in alternanza scuola-lavoro  per i candidati agli esami di idoneità all’ultima e alla penultima classe del corso di studi che si svolgeranno nel prossimo mese di giugno in relazione all’obbligo per i candidati agli esami di Stato riformati del 2018. La proposta di limitarsi ad informare i candidati delle previsioni per la futura normativa servirebbe a scricarsi da responsabilità future, ma non risolvono la questione.

ANINSEI ha ritenuto necessario porre al riguardo un preciso quesito alla competete Direzione generale per avere una risposta definitiva. Riportiamo di seguito il testo del quesito.

Oggetto: Quesito – Alternanza scuola-lavoro  per i candidati agli esami di idoneità all’ultima e penultima classe e per i candidati esterni agli esami di stato.
Nel decreto legislativo sulla Valutazione, all’esame della Camera, sembra ormai consolidata la previsione che l’aver svolto un  percorso di l’alternanza scuola-lavoro di 200 o 400, ore a seconda dell’indirizzo di studi, sia condizione necessaria per essere ammessi agli esami finali di Stato.
In tale prospettiva gli studenti che hanno seguito un percorso scolastico di preparazione “paterna” o presso corsi di preparazione agli esami e si candidano a sostenere, nella sessione unica del corrente anno scolastico gli  esami di idoneità alla classe quarta o quinta o che il prossimo anno scolastico si presenteranno a sostenere gli esami finali di stato in una scuola statale o paritaria come faranno a svolgere tale attività di alternanza scuola-lavoro?
Forse per coloro di questi che possono vantare un  curriculum di studente lavoratore con periodi di lavoro subordinato per un numero di ore lavorative pari a quelle previste per l’alternanza potrebbero essere esonerati, ma per coloro che tale requisito non lo posseggono come si potrà ovviare?
Essendo le esperienze di alternanza scuola-lavoro affidate alle scuole e alle aziende la soluzione potrebbe essere quella di assegnare il compito di provvedere a tale processo formativo alle scuole statali o paritarie dove gli studenti presentano la domanda di esami.
Quanto sopra premesso questa associazione nell’interesse dei propri associati, gestori di scuole paritarie di secondo grado e corsi di preparazione agli esami e nell’interesse della loro utenza rivolge formale quesito per conoscere:
“In quale modo i candidati agli esami di idoneità e i candidati esterni agli esami di stato possono svolgere il percorso di l’alternanza scuola-lavoro previsto e quale documentazione devono presentare a corredo della domanda di esami per poter essere ammessi.”
Ci permettiamo di segnalare la necessità di una risposta in tempi brevi stante il fatto che siam a metà dell’anno scolastico.

Rimaniamo in attesa di riscontro e poniamo distinti saluti.
Il Presidente Nazionale
Ing. Luigi Sepiacci