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DL 29 marzo 2016, n. 42, funzionalità del sistema scolastico e della ricerca – Intevento dell’ on. Gian Luigi Gigli

Martedì 24 maggio 2016 nel corso della seduta n. 630 della Camera durante la discussione per la “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca”.

L’On. Prof. Gian Luigi Gigli ha pronunciato il seguente intervento quale dichiarazione di voto. Riportiamo qui di seguito il resoconto stenografico dell’intervento che condividuiamo nella sua interezza:

” Grazie, Presidente. Io resto veramente allibito nell’ascoltare alcune delle cose che abbiamo, purtroppo, dovuto ascoltare quest’oggi, a cominciare dalla penultima. Se qualcuno ha dei problemi di scarsa tutela dei suoi diritti sindacali, può rivolgersi al giudice del lavoro, può rivolgersi ai sindacati, ma non vedo cosa questo c’entri con i principi che quest’oggi stiamo affrontando, che hanno a che fare con la assistenza scolastica ai disabili. Così come sono rimasto straordinariamente stupito nell’ascoltare, da parte della collega di Sinistra Italiana, un concetto di sussidiarietà che include nella sussidiarietà esclusivamente agli enti locali, come se le altre forme di sussidiarietà, che hanno a che fare con la capacità di autorganizzazione dei cittadini e con la risposta dal basso ai problemi, non fossero contemplate dalla legislazione di questo Paese. Venendo comunque al tema, vale la pena aggiungere a quello che ha detto l’onorevole Buttiglione come tutto il dibattito che ci fu attorno alla Costituzione – vale la pena ricordare tra tutti proprio colui che volle il «senza oneri per lo Stato», che fu Epicarmo Corbino – prevedeva comunque la possibilità che poi ci fosse per l’utenza e per le famiglie la possibilità appunto di accedere ad una vera libertà di scelta educativa. E la libertà di scelta educativa non può darsi se è una libertà solo per gli abbienti, se è una libertà solo per chi ha i soldi per pagarsela. Quella non è libertà, quello si chiama privilegio e non c’è bisogno eventualmente di chiederlo. Allora, io credo che noi, a distanza ormai di 16 anni dalla «legge Berlinguer», che ha riproposto in termini seri in questo Paese per la prima volta un sistema nazionale integrato dell’istruzione pubblica, del quale fanno parte sia le scuole statali che quelle paritarie, dovremmo renderci conto una volta per tutte che questo quadro descritto dalla «legge Berlinguer» non è ancora stato pienamente attuato, che la libertà di scelta educativa in questo Paese non è ancora data a tutti, che siamo anni luce lontani dal resto dell’Europa e siamo lontani solo per motivi ideologici, che le scuole paritarie continuano a chiudere, non a fare affari in questo Paese. Stanno chiudendo di morte lenta per asfissia perché non riescono più a stare in piedi e, per quanto riguarda questa piccola goccia di 100 euro al mese che è arrivata per l’accoglienza dei ragazzi disabili, che erano già accolti – questo vale la pena ripeterlo come ha detto l’onorevole Rubinato: ce n’erano già 12.000 accolti nel circuito dell’istruzione paritaria –, bene questa goccia di 100 euro al mese per il sostegno ai disabili non servirà certamente a rimettere le scuole paritarie nelle condizioni di stare in piedi e alla fine diciamocela pure tutta: se oggi chiudessero le scuole paritarie che assorbono 500 milioni di euro all’anno per circa un milione e dispari di studenti, se oggi questo accadesse, i costi di tutta quest’operazione si ribalterebbero moltiplicati per 7 sul circuito statale dell’istruzione. Vediamo se questa è lungimiranza. Non abbiamo a che fare con il rispetto della libertà di educazione, siamo fuori linea rispetto all’Europa, ma siamo addirittura masochisti perché gli oneri di questa operazione meramente ideologica ricadranno esclusivamente sullo Stato e non vedo chi ci andrà a guadagnare.”

Deceduto il prof. Mario Amulfi fondatore della scuola dell’infanzia Kindergarten di Firenze

Ieri sera alle 22.40 il prof. Mario Amulfi fondatore della scuola dell’infanzia Kindergarten di Firenze, ci ha lasciato.

Non ha sofferto, si è addormentato dolcemente nella sua camera con la medesima dignità che lo ha accompagnato per tutta la sua intensa vita terrena.

Al figlio Leonardo e alla sua famiglia la partecipazione e l’affetto dei colleghi del Comitato Direttivo dell’ANINSEI e del Presidente nazionale Luigi Sepiacci.

Contributi alle scuole paritarie per la tutela del diritto allo studio dei disabili

Roma, 6 maggio 2016

“Quando si parla di alunni delle scuole paritarie ci sono sempre rigurgiti di statalismo antico, che speravamo superato dopo 16 anni dall’approvazione della Legge 62/2000 di parità, voluta dall’allora ministro Luigi Berlinguer che ha sancito che le scuole paritarie erogano un servizio pubblico al pari delle scuole statali, facendo parte a peno titolo del Servizio Nazionale d’Istruzione” dichiara il presidente Luigi Sepiacci dell’ANINSEI, l’Associazione che riunisce gli Istituti non Statali di Istruzione, che poi prosegue: “non è questione di dare o meno aiuti alla scuola paritaria. Si tratta esclusivamente di garantire l’accesso al diritto allo studio a chi è meno fortunato. A chi già si trova a dover vivere una situazione di disagio, poiché affetto da una disabilità”.

“Volendo impropriamente colpire la scuola pubblica non statale” – precisa Sepiacci – “si finisce inequivocabilmente per danneggiare gli alunni disabili”.

“Attualmente per gli alunni affetti da disabilità non è garantita, al pari di tutti gli altri, la libertà di scelta del proprio sistema educativo.  Ovvero di quello che si sente più vicino al proprio modo di essere ed alle proprie aspirazioni”.

“Oggi si vive questa profonda ingiustizia: l’alunno disabile che vorrebbe – lui o la sua famiglia – accedere all’istruzione paritaria, in alternativa a quella statale che oggi è la sua unica scelta obbligata da ragioni economiche, infatti è fortemente penalizzato in quanto non solo si deve pagare la retta piena, come tutti del resto, ma in più deve accollarsi in toto la spesa dell’assistente alla sua disabilità, dopo che ha già pagato come tutti con le tasse, la scuola statale”.

“E’ questa una profonda ingiustizia e mi stupisco”, analizza amaramente il presidente ANINSEI, “che proprio chi si autoproclama paladino dei più deboli, non riesca a coglierne la profonda contraddizione in termini”.

“Così come sembra, al tempo stesso, non comprendere che la scuola privata italiana non è sinonimo di scuola cattolica. Esiste infatti un vastissimo mondo laico al servizio dell’istruzione e dell’educazione: quello che noi istituzionalmente rappresentiamo”.

“E infine il dato che occorre cogliere è che i mille euro, che verrebbero giustamente previsti per l’assistenza ad ogni alunno disabile della scuola paritaria, sono solo una minima parte dei soldi che vengono costantemente utilizzati per la disabilità”.

“Infatti il costo lordo per ogni insegnante di sostegno nella scuola statale è pari almeno a 25 volte tanto”.

“Negare così ostinatamente questo contributo vuole significare solo negare il pieno diritto all’istruzione dei più deboli”, conclude infine il presidente di ANINSEI Luigi Sepiacci, “noi ci batteremo perché questo non accada e perché venga riconosciuto il diritto alla scelta dei luoghi d’istruzione, senza condizionamenti economici. Così come oggi è riconosciuto il diritto alla Salute e ci si può curare con gli stessi costi nelle strutture private convenzionate”.

 

Ciao Luciana

Mestre, 3 maggio 2016

In un Duomo gremito di persone, a Mestre, nella basilica dedicata a San Lorenzo, gli alunni insieme con gli ex studenti, con i docenti, di ieri e di oggi, con i parenti e gli amici tutti, si sono stretti con la tristezza nel cuore, per dare l’estremo saluto a Luciana Bordignon.

La liturgia di commiato cui ha partecipato quale concelebrante il fratello di Luciana, Don Bruno Bordignon SDB, ha raggiunto momenti di elevatissima commozione e vivida partecipazione.

Un momento particolarmente toccante è stato alla lettura del ricordo di Luciana da parte dei suoi ragazzi. Gli studenti dell’Istituto Parini di Mestre hanno testimoniato infatti quanto Luciana fosse devota, in oltre 50 di carriera scolastica, alla propria vocazione di insegnante e quanto sia stata determinante per la loro formazione. Missione cui ha dedicato fino all’ultimo suo giorno terreno.

A dare l’estremo saluto sono intervenuti numerosi anche gli amici dell’ANINSEI, che si sono stretti attorno al figlio Enrico, il quale ha ereditato dalla mamma vocazione e passione per l’educazione e la formazione delle giovani leve venete. E che proprio sul solco materno prosegue il cammino di guida forte dello storico Istituto Parini di Mestre.